RINASCERO' NELBELO, PIASCE1. ordinare sistematicamente ogni sorta di oggetto, come in preda a raptus.solo ordine totalmente inutile.parigi. venezia.baudela ire.sartre.mann .nietzsche.il CURIOSETTO.i perfetti accostamenti cromatici.
2. lo chiamavano trinità.kubrick .kitano.fratelli coen.woody allen.i felini.usare i nomi al plurale. 3. i bravi artisti.gran parte della musica.vorrei saper suonare il piano senza sforzo.il "non sforzo".egli: il Conte.dormire ma di più svegliarmi, rendermi conto del benessere e dormire di nuovo.i complimenti davanti allo specchio. 4. lo spritz liscio.il talento (altrui) per le imitazioni-e una certa asia argento posticcia.il gergo dei pirati.i miei fratelli(ghighish e bibish). pippo che imita nanni moretti. 5. la cosapevolezza.le rarità,la coerenza.la logica inattaccabile.c omprendere il vantaggio della sconfitta.i jazz club fumosi.magritte .i giochi di parole.l'umoris mo lappone.la mia incapacità di produrre cose belle,una sfiga ma abbastanza tenera nel suo genere NO BELO, NO PIASCE1. i bagni senza chiave
2. cucinare da sola,la mia totale scoordinazione, specie nella danza.i libri scritti male.il moralismo, il buonismo e le persone che alzano la voce 3. le scarpe con il tacco senza uno scopo preciso.non saper portare a termine nulla.le feste di compleanno. 4. l'ineleganza,in tutte le sue forme.il lungo discorso che il cattivo fa al buono prima di ammazzarlo. 5. l'emancipazione selvaggia.lo shopping.non trovare l'accendino.l'ipocondria.i luoghi sovraffollati. le cose non dette.perdere sempre a scacchi.chi non capisce subito le battute. PIPPO'S TRAVELSLinkDicono di meche sono la loro ancella sacrificale preferita.quell'unica volta.
e che fraintendo. ovviamente. Cassetto nei sogni:Aperto: disponibilità e affabilità, 48
Chiuso: tristezza e isolamento, 73 In disordine: piccole noie con la Giustizia, 1 AFORISMI (illegittimi)#Non è l'abisso che separa ma la differenza di livello. S.J.lec
#I sogni dipendono dalla posizione del dormiente. S.J.Lec #Dalle loro parole riconoscerete cosa volevano tacere. S.J.Lec | 11 Dicembre 2006
Lo zainettoSarebbe figo essere semplici. Semplici come cavernicoli. La vita non avrebbe bisogno di tante accortezze, di tanta attenzione, e ci si potrebbe concentrare solo su ciò che importa davvero, nell’accezione più soggettiva del termine.
Insomma, molte delle spiegazioni che si danno…sarebbe meglio che tra persone non ci fossero certe barriere comunicative. E poi sarebbe meglio non avere aspettative, ed eliminare il senso del possesso. Sempre se è umano. È umano poi? Forse il fatto che sia naturale non presuppone che sia attuabile da tutti gli animali. L’uomo è diverso. Senza il senso del possesso non ci sarebbe gelosia, non avarizia, non corse al successo. Alla fine non ci sarebbe dolore. E paradossalmente sarebbe il tripudio dell’egoismo, quello speciale, non nocivo, non biasimabile. Questa condizione non esiste. Che cosa porta l’uomo a mettere un mattone sopra l’altro, a comprarsi un cane, a guadagnare per comprarsi un’automobile sportiva? Chi cazzo me lo fa fare? Ho una lista interminabile di cose da fare, cose urgenti e indispensabili, quelle cose particolari che finchè non le fai ti senti in fase embrionale, e appena le hai fatte tutte hai appena finito di vivere. Il resto è aggiunta di dettagli, per lo più inutili. E poi c’è il dettaglio, quello con la “d” maiuscola. Quel particolare di cui senti la mancanza quando non c’è, anche se non lo ammetti. Quel particolare di cui vorresti liberarti quando c’è. Che stronzata. Non capisco. Sono le aspettative, è colpa loro. Se una persona non si perdesse dietro a mille sogni sull’avvenire baderebbe di più a coltivare ciò che di buono c’è ora. Ma che ne sappiamo di domani? L’oggi è nostro. Ed è l’unico momento in cui possiamo decidere. Nel noi di adesso sono racchiusi, in una sintesi perfetta, il noi di ieri, e quello di domani. Non c’è da preoccuparsi. Quando si comincia ad avere fretta le cose non si attuano mai. Vorrei poter spiegare ad alcune persone che è giusto aspettarsi sempre il meglio, ma questo non presuppone che non lo si abbia già davanti. Ci si chiude in un circolo vizioso: il “vicino” diventa vincolante quanto il “lontano”. L’unica alternativa è un continuo, infinito, esasperato “altrove”. Una condanna certa. Pensare che la felicità è così vicina. Se si ha culo. E non sempre succede. Ma non riesco a perdonare i cambi di rotta solo per puro gusto di sanare qualche confusione, qualche dubbio di miglioramento. La continua ricerca di qualcosa che non si riesce nemmeno a definire tra sé e sé è, in molti casi, puro fanatismo. 04 Novembre 2006
TEMO DI VENIRE CANCELLATA QUINDI CIAO. ADESSO HO AGGIORNATO OK? AVETE VISTO, OK?
26 Febbraio 2006
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...L'india è famosa per i suoi carichi sporgenti:
![]() ![]() ![]() Vi assicuro, io ci sono stata un mese e tutto ciò è all'ordine del giorno! che fico. GOD SAVE THE QUEEN...AND MY BOTTLE OF GINPS: in tutto lo stato del Gujarat, bere alcool e' strettamente proibito.Potrete dunque immaginare le orde di bevitori indiani e no che a sprazzi si riversano nei baretti di quest' isola sonnolenta, attratti da un goccio di rhum locale o di birra artificialmente imbottigliata lungo le rive del Gange. (girando in treno perla campagna dell'Uttar Pradesh, gli odori piu' ammorbanti, provengono dalle fabbriche di birra...)_
Detto questo, capirete come mai ci sono degli inglesi over 40 sull'isola, che hanno formato una piccola comunita' di bevitori. Si riconoscono per la carnagione incredibilmente pallida, seppur dopo 6 settimane di permanenza sull'isola. In genere prenotano una stanza al primo piano della pensione piu' vicina al bar piu' fornito (in questo caso, consigliamo il Joy Bar..), e raramente si muovono per scopi non strettamente legati al massiccio consumo di alcool. Il momento migliore per avvistarli, e' verso le 3 e mezza del pomeriggio, quando, terminate le bottiglie notturne portate in albergo la sera prima, sospinti dal lieve tremolio delle mani che caratterizza gli alcolisti piu' discreti, attendono pazienti l'apertura del bar (in genere verso le 16), seduti sulle 2 panche di pietra che costituiscono l'entrata di ogni indo-portoghese. Ecco che l'altra sera, questo esemplare femmina esce dal bar all'ora di chiusura, ed estrae vittoriosa dalla sacca una bottiglia di porto, dicendo (dopo una lunga serata di birre ipergraduate e salatini piccantissimi..) "im going in my room, and this is my man tonight (la bozza..) and he's going to love me and cherish me all night long.." Io stavo bevendo acqua e limone in quanto reduce da un fortuito e alquanto raro cannone di erba, e al solo pensiero dello stomaco e del fegato di questa poveretta mi sono sentito venire la nausea. Non la descrivo per non mostrarvi la mia vena cinica, ma vi confesso che finche' mi parlava non capivo un cazzo di cio' che biascicava, e quindi io mi limitavo ad immaginare a che ora si sarebe addormentata, in quale sgraziata posizione, e quanto avrebbe russato, e che alito avrebbe avuto il mattino dopo, e di che odore sarebbe stata impregnata la stanza al suo risveglio, senza contare i rumori fluviali che sarebbero provenuti dal cesso il giorno dopo. L'indomani, alle 11 di mattina, l'ho vista dirigersi con passo sicuro e anche un po' di fretta verso il Joy bar da cui era uscita solo 12 ore prima, con la sua borsettina stretta sotto le braccia grassocce, cosparse da ragnatele di piccoli capillari esplosi color vinaccia... God save the queen....and my bottle of gin! firmato.... PEEPU ![]() 20 Febbraio 2006
PROGETTOChi ha osservato bene il mio sito avrà notato che in fondo a sinistra c'è un riquadro chiamato "Pippo's travel". Beh, signore e signori, sono lieta di annunciarvi che oggi verrà messo il primo tassello per l'opera che concorrerà con i libri di Sterne, Swift e Defoe allo stesso tempo.
Riporterò qui sotto i resoconti di viaggio che mio fratello Pippo Masada (chiamato PEEPU dagli indiani), attualmente da dicembre in India per la quarta volta, avrà la bontà di inviarmi grazie agli sgangherati internet point indiani. Come sapete io non ho voluto descrivere il mio viaggio in India ma se proprio dovete chiedere com'è lì, e come si vive e come sono gli indiani, è giusto che sia lui a rispondervi. Ecco il primo resoconto: Mr Peepu ora si trova a DIU, un'isoletta davanti alla costa del GUJARAT. Pre scriptum: so che questo post è molto lungo ma abbiate la pazienza di leggerlo tutto con attenzione. Probabilmente è un caso isolato e i prossimi saranno decisamente più brevi. Guardate che vale la pena. ECCO COSA RACCONTA: "cara sorella, con grandi sensi di colpa, ho stamane sforzato le mie povere membra ormai provate dal caldo tropicale in aumento, per raggiungere boccheggiante uno dei 2 internet point dell'isola. Allora, da dove cominciare? Ah, innanzitutto; nel vedere le poche ma belle figliole che popolano la fauna turistica del posto, mi sono passate tutte le paturnie sentimentali, e poi fa troppo caldo per sposarsi in india, tutti quei dolcetti, e i 2500 invitati sudaticci e color nocciola, e i 2 giorni a cavallo bardato come il principe del Galles...no, niente, meglio scapolo alla corto maltese, tanto abituarsi a queste sciabolate al cuore non e' difficile. Diu si rivela sorprendentemente sorprendente e noiosa allo stesso tempo. Il caldo aumenta di giorno in giorno, e mi ritrovo a domandare al custode dell' albergo di svegliarmi presto la mattina, ma quando questo succede e' notte e lui e'ubriaco di rhum dalle 6 del pomeriggio e regolarmente se ne dimentica, cosi' mi ritrovo a svegliarmi alle 9, che sarebbe l'orario giusto per impanarsi tra sabbia e mare in spiaggia, anziche' trovarsi a girovagare per la stanza senza capire cosa fare, con un ventilatore che va ad' una sola e mostruosa velocita', sparpagliando per la stanza scontrini, banconote e indirizzi email.. Tornero' qui tra un po', devo recuperare l'apparecchiatura fotografica a Jaisalmer e tornare al mare per fare un po' di foto ai numerosi baracci pieni di saudade filo brasiliana, ai muri scrostati dalle lunghe estati monsoniche, e, se recupero a Delhi accessori e modella, magari scatto per il negozio della giordana un po' di immagini modaiole. Per quanto riguarda il sunto di cosa ti puo' succedere qui in 10 giorni, e la varieta'di esemplari di razza umana in cui ti puoi imbattere, eccoti una breve selezione: _Girovagando in bicicletta per le strade deserte e roventi dell'isola, mi ritrovo all'ultimo villaggetto di pescatori, Vanakbara, al cui porticciolo vengo assalito dall'odore di pesce essicato piu' funebre e cinematico di tutta la mia vita. I pescatori intenti a sistemare le reti sulle piccole imbarcazioni stra colorate e piene di fili corde funi e catene come dei piccoli modellini in legno, mi squadrano allucinati, e mi chiamano emettendo suoni rauchi e catarrosi che non decifro, essendo dialetto Gujarati al rhum sotto una candela da film western. Sgomento, decido di pedalare all'ombra rassicurante delle stradine del villaggio, dove scorgo un barbiere strabico che sbatte il putrido asciugamanino verde acqua sulla soglia della sua botteghetta, dall'interno dello stesso colore del cencio. Mi dico che Masada DEVE farsi tagliare i capelli da un barbiere strabico, e dunque mi accomodo sulla poltrona anni 50. C'e' odore di acqua di colonia di nonno Albino, e attorno allo specchio unto e pieno di ditate, immagini sbiadite della Mecca, e qualche immagine di citta'Giapponesi e Australiane, che in questo contesto risultano perlomeno aliene, come se fossero state trovate sul luogo di un incidente aereo, o alla deriva, sulla spiaggia, in mezzo ai pesci che si agitano nella rete. Con il mio Hindi da viaggio, tento di spiegare a figaro di spuntare lievemente i miei folti capelli padani dalle punte dorate del sole e dal sale, onde evitare di ritrovarmi per la seconda volta con un taglio tipo giovane indiano, dalla coppa lineare e precisa come un taglio di chirurgo. Lui annuisce dolcemente facendo tic tac con la testa, comincia ad oliare le forbici e mi strozza con il temibile mantello in pvc cosi' amato dai barbieri indiani.Sento le tempie pulsare e allo specchio scorgo il mio nuovo colorito paonazzo, cosi mi ritrovo a riaggiustarmi la tagliola provocando nel mio nuovo amico un'espressione colpevole e amareggiata. Mi viene sempre da dormire finche' mi tagliano i capelli, e anche stavolta mi assopisco chiudendo gli occhi, per riaprirli di scatto quando sento il ruvido scorticare di lametta attorno all'orecchio, in zona basetta, e memore delle temibili basette alla Forrest Gump che mi faceva mia madre donandomi un'aria da microcefalo, lo redarguisco immediatamente, dicendogli, "no blade!!" e ricordandogli che deve solo tagliatre le punte in alto. Niente da fare, anche se non sono un barbiere, capisco che figaro non e' abituato a questo genere di tagli "su misura", e quindi, piuttosto di ammettere che non e' in grado di assecondarmi (da bravo indiano..), da' veloci sforbiciate a destra e a manca con fare troppo disinvolto per tranquillizzarmi. Decido allora di non rompere piu' le palle e di lasciarlo fare, in attesa di vedere il capolavoro che avro' in cima alla testa; chiudo gli occhi e attendo, finche' la radolina gracchia qualcosa che sembra arabo, forse messaggi dalla Mecca che loro neppure capiscono, ma che, in quanto mussulmani, ascoltano a tutto volume. Dopo dieci minuti ecco la sorpresa!! Mi ritrovo a specchiarmi con lui fremente al mio fianco che agita la testolina, e io che sembro Don Johnson nelle prime puntate di Miami Vice, e mi dico che visto il posto in cui mi trovo, non sono molto fuori moda. Pago 10 rupie, saluto caldamente e riprendo la bicicletta per tornare verso casa, ma l'ombra della mia testa che mi precede implacabile sull' asfalto a lato della ruota anteriore' e' inquietante. Con l'aria, i capelli si sono asciugati e raddrizzati, e veramente, la visione e' troppo anche per uno che sta tentando di mettere a tacere ego e vanita', e poi, mi dico, che ci sono dei bambini in giro. Per fortuna, Diu village pullula di Beauty parlour, e cosi' per la seconda volta nello stesso giorno mi ritrovo a farmi spruzzare acqua che sa di talco sulla faccia e a farmi investire dai ricordi d'infanzia che gli odori dei barbieri indiani scatenano nella mia fervida memoria. Ne esco con una testina tipo Eros Ramazzotti, e mi dico che per oggi non c'e' male. ...continua...". Dato che lui è DAVVERO lì, cosa non affatto scontata in questi blog, se avete curiosità o altro chiedete. Io, oppure lui stesso, ma qualcuno risponderà. ![]() ![]() 16 Febbraio 2006
OGGI HO MAL DI TESTAOra mi sveglio la mattina (di solito è il primo pomeriggio). Sì, ho degli impegni, degli orari definiti e definitivi (non fino a ieri dato che ho posticipato il mio arrivo in studio di mezzora, fino alla notte dei tempi).
Sono tornata alle 14.30, oggi. Con un mal di testa del cazzo, di quelli che in modo spudoratamente infido ti scendono pian piano fino agli occhi. Sono le nove e un quarto e ho la netta sensazione che andrò a dormire, per placare quello che viene giustamente detto "mal di testa puntiforme". Tra l'altro l'andare a letto a quest'ora comporterà di certo tutta una serie di sogni orribili, già lo so, come quelli del sonnellino pomeridiano: i peggiori. Dunque ora vado. Mi preparo a svegliarmi di soprassalto almeno un a decina di volte. Cercherò di essere carina, per darmi un tono nel momento del pericolo...un sacco di film hanno incassato solo grazie a questo espediente. Ps. Cristo! Certo che Pupo in tv non aiuta! veni vidi vici il dado è tratto il mio regno per un cavallo cambia dio passa a thor.. ECCO LE PERLE DI STASERA... 10 Febbraio 2006
PER LA GIOIA DI PEPPO'![]() CHE NE DICI, EH? Questo è un tributo alle nostre serate cinema del giovedì sera...anzi, chi avesse consigli su film fighi da proporre si faccia avanti. a questo punto qualunque cosa sarà meglio di "l'allenatore nel pallone". DOMANDAMi sopravvaluto come persona se mi sottovaluto come donna?
07 Febbraio 2006
DEDICATOA ricky...
![]() (LOS ANGELES, EH!) A peppò... ![]() E a maffi... ![]() 29 Gennaio 2006
NON POTRETE COMPRENDEREMa il conte e onemanrock potranno. Sono certa che vorranno unirsi a me nell'ode al crotalo trasformista e al chitarrista cadavere ( compreso il diario di bordo dietro la tenda e i suoni pink floyd in sottofondo). Che serata.
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